L’antica Cosmologia fu frutto di mille domande poste all’oscurità in cui l’unico vero indizio furono pulsanti punti luminosi ma nel tempo la conoscenza della sfera celeste divenne un continuo susseguirsi di forme di pensiero, grazie alle quali si individuarono e presero forma le prime costellazioni.
Anche la mitologia venne in nostro aiuto, regalandoci figure che ci permisero di proiettare in quell’immensa oscurità parte della nostra storia. In questo incredibile sistema planetario colmo di mistero e di continue riflessioni sulla radice della sua esistenza, si espanse il nostro pensiero e si mosse la continua ricerca di senso.
Un senso colmo di ordine e armonia che nel silenzio delle notti trovò la sua luce e la sua spiritualità. “Cosmo” è come un viaggio fra pagine che dispiegano il loro legame simbolico fra antichità e nuove visioni contemporanee. Uno dei compagni di viaggio che diede un meraviglioso contributo e forma a questa creazione nacque nel 1869, si chiamò Antonino Anile, i suoi scritti raccontano poeticamente ciò che la razionalità e la scienza non può narrare e per tale “meraviglia” ho desiderato che li incontraste durante la vostra scrittura.
Infine oggi come ieri contempliamo luci, i cui raggi lasciarono la loro sorgente prima ancora che fossero costruite le piramidi e scorriamo con esse verso un futuro che ci sovrasta ogni singola notte e che cede il passo all’alba dei nostri nuovi giorni.
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